1998

 

Il primo grande exploit della sua ancor giovane carriera è da segnalare nel 1998, più precisamente in maggio. In quel periodo si svolge infatti il torneo di Berlino dove Amélie, allora n°65, parte dalle qualificazioni, salva un match point contro la bulgara Stoyanova ma riesce comunque a entrare nel tabellone principale. Qui inizia un serie di vittorie importanti, tra le quali spiccano quelle contro Dominique Van Roost, Lindsay Davenport e Jana Novotna (in semifinale). Amélie riesce quindi a raggiungere la finale dove viene sconfitta dall'allora n°7 del mondo Conchita Martinez: 6-4 6-4 in 1h 27'. Amélie ne esce sì sconfitta, ma a testa alta: non capita certo a tutti di partire dalle qualificazioni e raggiungere la finale di un torneo tier I come quello di Berlino, mettendo in mostra un gioco serve-and-volley, seppure ancora acerbo, molto bello a vedersi e con un ampissimo margine di miglioramento. A seguito di questo exploit, Amélie viene selezionata dall'allora capitano delle squadra francese Noah per la Fed Cup: avrebbe fatto il suo esordio nell'incontro di semifinale contro la Svizzera, a Sion. La Francia viene sconfitta, ma Amélie non perde l'occasione di mettersi ancora in mostra, perdendo solo al terzo set contro Patty Schnyder e, sempre al terzo set, contro l'allora n°1 del mondo Martina Hingis, malgrado un vantaggio di un set e 4-1. Partita all'inizio del 1998 come n°109 del ranking, termina l'anno al n°29 della classifica Wta.