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2003
Il 2003 per Amélie non comincia certo nel migliore dei modi: porta ancora con se i postumi dell'infortunio al ginocchio subito nel finale della stagione precedente, che ancora non si è del tutto risolto. Per questo motivo non partecipa alla tournee australiana, saltando il classico torneo di apertura a Sydney e gli Australian Open. Il rientro avviene a Parigi, al Gaz de France, dove conquista subito la finale, dopo aver sconfitto delle avversarie di buon livello. Si arrende però ad una Serena Williams ancora superiore sul piano fisico. Subito dopo Amélie deve difendere il titolo conquistato in Dubai, ma sono ancora i malanni fisici, che la continuano ad accompagnarla per la prima metà della stagione, ad imporle il ritiro in semifinale contro Monika Seles. Un altro ritiro, seppur ai quarti di finale (partita non disputata), ad Indian Wells e una brutta batosta subita da Chanda Rubin a Key Biscane concludono l'infruttuosa trasferta oltreoceano. E' di nuovo, come già accaduto in passato, la Fed Cup a risollevare il morale di Amélie, che trascina la Francia alla vittoria contro la Colombia. Subito dopo assistiamo alla prima apparizione di Amélie in terra polacca, alla prima di una nuova tappa del Tour: Varsavia. Amélie, dopo aver battuto la locale Renata Voracova, Anna Smashnova-Pistolesi e Jelena Dokic, riesce per la prima volta in carriera a sconfiggere una delle sorellone. Venus, seppur in non perfette condizioni fisiche, va sotto 6-7(6), 6-0, 3-0 prima di ritirarsi lasciando il titolo ad Amélie. Ma è già tempo per il Tour di tornare su terreni già collaudati: si va a Berlino. Amélie trova, e sconfigge di nuovo, quella che sarà una delle sua avversarie più frequenti di quest'anno, Anna Smashnova-Pistolesi, ma si arrende poi in semifinale a Justine Henin. Come di consueto, dopo Berlino, è subito tempo di giocare al Foro Italico e a Roma Amélie è forse l'unica giocatrice a risollevare il livello di gioco del torneo, nonostante la presenza di nomi del calibro di Kim Clijsters, Serena Williams e Jennifer Capriati. Amélie sconfigge nei primi turni Lina Krasnoroutskaya e di nuovo Anna Smashnova-Pistolesi per poi cominciare a far cadere i grossi calibri, a partire da Jennifer Capriati (6-3, 7-6(9)) nei quarti di finale. Partita che indubbiamente Jennifer, convinta di riuscire a battere facilmente Amélie, ricorderà a lungo: pur avendo salvato ben tre match point nel tie-break del secondo set e avendo a lungo polemizzato con l'arbitro, probabilmente con l'intento di innervosire Amélie, per lei non c'è stato nulla da fare. In semifinale si prospetta a questo punto l'apparentemente proibitivo impegno contro Serena Williams, che Amélie non ha mai battuto prima in 5 incontri. La partita inizia male e in soli 19 minuti Serena si aggiudica il primo set 6-1: sembra già finita. Amélie però reagisce nel secondo set: comincia ad aggiustare la profondità dei colpi, a steccare qualche palla di meno e riesce a strappare il servizio all'avversaria proprio quando Serena arriva a due soli punti dal match. La seconda partita si conclude col punteggio di 7-5. Il terzo set sembra pura fantascienza: dopo qualche game di studio, sul punteggio di 3-2 per l'avversaria, Amélie sembra decidere di voler portare a casa il match e non lascia più scampo, né game, a Serena, concludendo con un perentorio 6-3. Il primo trionfo (perché di questo si è trattato) su Serena segna però Amélie, che il giorno seguente, ancora affaticata dai due match-maratona, affronta Kim Clijsters. La Belga non ha mai, in tutti il torneo perso un set ed ha affrontato tutte avversarie di livello nettamente inferiore. Nonostante il dominio nel primo set, conclusosi 6-3 a favore di Amélie, la Clijsters sembra più fresca, soprattutto mentalmente. Quando Amélie è a soli due punti dalla vittoria finale, la belga reagisce e con un colpo di reni riesce a vincere il secondo set 7-6(3), concludendo poi con un secco 6-0 al terzo set per aggiudicarsi il titolo. Roma, e i suoi trionfi, vanno però presto dimenticati, perché è già tempo di Roland Garros! Per Amélie questo è sempre un appuntamento molto atteso, ma anche temuto da quando, nel 2000, ha subito un'umiliante sconfitta al primo turno. Dopo un tranquillo cammino nei primi turni, dove incontra Virginie Razzano, Lina Krasnoroutskaya,Fabiola Zuluaga e Magui Serna, tutte sconfitte senza perdere alcun set, è di nuovo il turno di Serena, che questa volta si vendica della sconfitta romana, imponendosi con un secco 6-1, 6-2. Dopo questo Roland Garros senza infamia e senza lode si susseguono velocemente una breve quanto deludente visita a Rosmalen e la mancata partecipazione a Wimbledon a causa di problemi agli addominali. Come al solito è la Fed Cup che ridà fiducia e morale ad Amélie, con una coppia di solide vittorie contro la Spagna. Si torna in America. Qui Amélie cerca di difendere il titolo vinto l'anno precedente a Montreal, ma a Toronto viene sconfitta a sorpresa ai quarti di finale da Elena Dementieva. Ancora disturbata da vari malanni fisici, prende parte alla competizione a New Haven, procedendo tranquillamente fino alle semifinali, quando è costretta al ritiro contro Jennifer Capriati. Gli US Open non sembrano ancora il posto giusto per la riscossa. Di ritorno dall'America, Amélie gioca per l'ennesima volta a Mosca. Va tutto bene fino alla finale: Alexandra Stevenson, Vera Zvonareva ed Elena Dementieva non costituiscono ostacoli insormontabili per Amélie, nonostante le ancora imperfette condizioni fisiche. Anastasia Myskina, in finale, si rivela però troppo per Amélie in questo delicato momento della stagione e si aggiudica il titolo con un inappellabile 6-2, 6-4. Seguono a pochi giorni di distanza le partecipazioni ai tornei di Filderstadt, dove raggiunge i quarti, uscendo ancora contro la Clijsters, e Zurigo, dove invece perde al secondo turno da Patty Schnyder. A questo punto Amélie si ferma per un lungo periodo di ripresa fisica e riabilitazione. Tornerà solo alla fine dell'anno, a Philadelphia, torneo di preparazione al torneo di fine anno. Amélie appare da subito in ottima forma fisica e mentale e spazza via la connazionale Stephanie Cohen-Aloro e Lisa Raymond, sconfigge in tre set in semifinale la giapponese Ai Sugiyama e poi si prende la giusta rivincita in finale su Anastasia Myskina, battendola per aggiudicarsi il torneo. Siamo finalmente giunti all'epilogo della stagione, al Master di Los Angeles, al quale solo le otto giocatrici più forti dell'anno sono invitate a partecipare. Mancano diverse infortunate, ma Amélie è qualificata per merito indipendentemente da questo. Nel girone preliminare Amélie incrocia Chanda Rubin - da cui perde 6-4, 4-6, 2-6 - Elena Dementieva - che batte in due veloci set 6-3, 6-3 - e Kim Clijsters - da cui è di nuovo sconfitta, ma in un match molto equilibrato, per 3-6, 6-4, 6-4. In semifinale arriva un altro bel successo, questa volta su Justine Henin (che chiuderà l'anno al numero 1 della classifica Wta), in tre set combattuti: 7-6(2), 3-6, 6-3. La finale mette di nuovo a confronto Amélie con Kim Clijsters, che però questa volta prevale lasciando solo due game all'avversaria. Amélie, grazie a queste ultime buone prestazioni, chiude l'annata al n°4 della classifica Wta, suo miglior ranking di sempre, dietro alle sole Henin, Clijsters e Serena Williams. Ma il tempo della gioia e dei festeggiamenti deve ancora arrivare: è Mosca il teatro dell'ultimo avvenimento importante dell'anno tennistico. Il medesimo stadio che solo poche settimane prima ha visto Amélie sconfitta nella Kremlin Cup ospita la fase finale della Federation Cup. La prima semifinale vede opposti Belgio e Stati Uniti, entrambe privi delle loro stelle. La vera finale in effetti si gioca fra Russia e Francia. Ed è la Francia a prevalere, grazie ai sostanziali apporti di Mary Pierce e di Amélie, che sconfigge seccamente Vera Zvonareva (6-2, 6-2) nella prima giornata e poi Anastasia Myskina (6-7(2), 6-3, 6-4) nella seconda. La finale, che si gioca nel week-end, vede quindi opposte Francia e Stati Uniti. Dopo aver battuto Lisa Raymond per 6-4, 6-3 il sabato pomeriggio, e dopo la vittoria di Mary Pierce nel secondo singolare, Amélie si appresta a giocare contro Meghann Shaughnessy sapendo che il suo potrebbe essere il punto decisivo per l'assegnazione del prestigioso trofeo. E Amélie in questa occasione non si fa di certo pregare, stendendo letteralmente l'avversaria con un perentorio 6-2, 6-1 che non lascia altro da fare che sollevare la tanto agognata coppa!
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